Identità ONLIFE

Identità ONLIFE
(editoriale)

L’editoriale consiste nel racconto attraverso un shooting delle tre fasi: Manifesto, Dissimulo e Nascondo. Ogni outfit rappresenta una modalità differente di vivere e rappresentare la propria vita nei mondi online e offline.
Gli scatti realizzati sono volutamente molto ironici , fluidi e dinamici, con il fine di rappresentare lo stile e la vita di questa generazione che dissimula ed è allo stesso tempo.
Il colore bianco che fa da sfondo vuole riprendere l’idea che i social media possono essere considerati come una tela bianca su cui ogni persona può scrivere la propria storia, prendere da altri la propria identità o crearne una nuova.
Le espressioni dei modelli e le pose sono volutamente messe in contrasto l’una con l’altra per far emergere ulteriormente il contrasto tra queste tre classi

Concept Progetto

CONCEPT

Il termine Onlife rappresenta l’esistenza ibrida che l’essere umano sviluppa in un mondo iper-connesso, dove i confini tra reale e virtuale sono ormai sfocati. La Generazione Z si pone al vertice di questa realtà e conduce la propria vita secondo una modalità fluida che passa continuamente dalla dimensione fisica a quella digitale e viceversa. La rappresentazione di sé tramite le immagini diventa dominante e particolarmente presente grazie all’incessante progresso tecnologico. In particolare a seguito della nascita dei social network questo aspetto diviene determinante nel manifestare la propria identità.

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

Umberto
Galimberti

Umberto
Galimberti

Secondo il filosofo Umberto Galimberti l’identità non è una dote naturale, ma un dono sociale. Sono gli altri ad attribuire un’identità ad un individuo.

Galleria

Erving
Goffman

Il sociologo Erving Goffman ritiene che nella comunicazione virtuale il soggetto è mobile, che assume diverse sfaccettature e versioni rispetto al social media utilizzato. L’identità fluida varia quindi in base al contesto. I social media, considerati come lo “storytelling” di ogni individuo, sono una finestra attraverso la quale ogni persona cerca di rappresentarsi al meglio dando un’immagine unicamente positiva.

Tutto questo formicaio produce un flusso enorme di briciole. Briciole che creano un oceano di denaro. Tutto questo denaro il Dragone sa benissimo come impiegarlo: tornando ad un’andatura
fulminea per la conquista dell’ormai decaduto Impero Occidentale.

La generazione Z

Generazione Z

La generazione Z comprende tutti i ragazzi che sono nati tra il 1995 e il 2010. La particolarità di questa generazione “nativa digitale” è costituita dal fatto che è la prima ad essere nata e cresciuta a stretto contatto con la tecnologia, prorpio per questo motivo è la più etnicamente diversificata nella storia e particolarmente fluida e dinamica. La vita é condotta a metà tra il fisico e il digitale in una nuova modalità chiamata Phygital.

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Le tre categorie

LE TRE CATEGORIE:
MANIFESTO
DISSIMULO
NASCONDO

Manifesto

La prima si chiama “Manifesto” e rappresenta il mostrarsi. Rappresentare sé stessi in base a quello che si è realmente. I social vengono utilizzati come piattaforme per sensibilizzare gli altri utenti su argomenti comuni. Vengono raccontate storie di realtà e attualità, diventando un mezzo di diffusione per fare informazione sociale attraverso la condivisione di messaggi, sia positivi che negativi.

Dissimulo

Dissimulo

Seconda parte

La seconda parte si chiama “Dissimulo” e raffigura il rivelarsi, ma velatamente. Le condivisioni con gli altri utenti sono soltanto superficiali, definite di “facciata”, mostrano soltanto gli aspetti positivi e percepibili esteticamente. Queste identità sono studiate e costruite, risultando ingannevoli e rarefatte. La rappresentazione plasmata di sé stessi tende a creare nella comunità social ideali lontani e inaccessibili generando un senso di insoddisfazione che non viene mai colmato.

Nascondo

Nascondo

Terza parte

La terza parte si chiama “Nascondo” e simboleggia la parte di Gen Z che non utilizza più le vaire piattaforme social. Esausti del malessere mentale, e della finzione che si cela dietro ogni condivisione hanno eliminato ogni loro account. La vita vissuta solo fisicamente risulta più quieta e meno logorata. La presenza al mondo è quindi soltanto fisica.

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Catalogo

IDENTITÀ ONLIFE

Identità ONLIFE (editoriale)

L’editoriale consiste nel racconto attraverso un shooting delle tre fasi: Manifesto, Dissimulo e Nascondo. Ogni outfit rappresenta una modalità differente di vivere e rappresentare la propria vita nei mondi online e offline. Gli scatti realizzati sono volutamente molto ironici , fluidi e dinamici, con il fine di rappresentare lo stile e la vita di questa generazione che dissimula ed è allo stesso tempo. Il colore bianco che fa da sfondo vuole riprendere l’idea che i social media possono essere considerati come una tela bianca su cui ogni persona può scrivere la propria storia, prendere da altri la propria identità o crearne una nuova. Le espressioni dei modelli e le pose sono volutamente messe in contrasto l’una con l’altra per far emergere ulteriormente il contrasto tra queste tre classi

CONCEPT

Il termine Onlife rappresenta l’esistenza ibrida che l’essere umano sviluppa in un mondo iper-connesso, dove i confini tra reale e virtuale sono ormai sfocati. La Generazione Z si pone al vertice di questa realtà e conduce la propria vita secondo una modalità fluida che passa continuamente dalla dimensione fisica a quella digitale e viceversa. La rappresentazione di sé tramite le immagini diventa dominante e particolarmente presente grazie all’incessante progresso tecnologico. In particolare a seguito della nascita dei social network questo aspetto diviene determinante nel manifestare la propria identità. Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

Erving Goffman

Il sociologo Erving Goffman ritiene che nella comunicazione virtuale il soggetto è mobile, che assume diverse sfaccettature e versioni rispetto al social media utilizzato. L’identità fluida varia quindi in base al contesto. I social media, considerati come lo “storytelling” di ogni individuo, sono una finestra attraverso la quale ogni persona cerca di rappresentarsi al meglio dando un’immagine unicamente positiva.

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

Generazione Z

La generazione Z comprende tutti i ragazzi che sono nati tra il 1995 e il 2010. La particolarità di questa generazione “nativa digitale” è costituita dal fatto che è la prima ad essere nata e cresciuta a stretto contatto con la tecnologia, prorpio per questo motivo è la più etnicamente diversificata nella storia e particolarmente fluida e dinamica. La vita é condotta a metà tra il fisico e il digitale in una nuova modalità chiamata Phygital.

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

LE TRE CATEGORIE: - MANIFESTO - DISSIMULO - NASCONDO

Manifesto

La prima si chiama “Manifesto” e rappresenta il mostrarsi. Rappresentare sé stessi in base a quello che si è realmente. I social vengono utilizzati come piattaforme per sensibilizzare gli altri utenti su argomenti comuni. Vengono raccontate storie di realtà e attualità, diventando un mezzo di diffusione per fare informazione sociale attraverso la condivisione di messaggi, sia positivi che negativi.

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

Dissimulo

Seconda parte

La seconda parte si chiama “Dissimulo” e raffigura il rivelarsi, ma velatamente. Le condivisioni con gli altri utenti sono soltanto superficiali, definite di “facciata”, mostrano soltanto gli aspetti positivi e percepibili esteticamente. Queste identità sono studiate e costruite, risultando ingannevoli e rarefatte. La rappresentazione plasmata di sé stessi tende a creare nella comunità social ideali lontani e inaccessibili generando un senso di insoddisfazione che non viene mai colmato.

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

Nascondo

Terza parte

La terza parte si chiama “Nascondo” e simboleggia la parte di Gen Z che non utilizza più le vaire piattaforme social. Esausti del malessere mentale, e della finzione che si cela dietro ogni condivisione hanno eliminato ogni loro account. La vita vissuta solo fisicamente risulta più quieta e meno logorata. La presenza al mondo è quindi soltanto fisica.

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

CATALOGO

Presentazione presso IAAD

Per quanto riguarda la parte fotografica del catalogo si è deciso di tenere sempre in parte il dinamismo ma dare attenzione ai capi d’abigliamento, il vero centro di questo progetto facendoli risaltare nei loro dettagli, colori e sfumature.

 

In un periodo storico in cui la tendenza delle persone è quella di mostrare soltanto la realtà perfetta, ma celatamente artefatta, la sua controtendenza viene calata nella realtà, imperfetta, cruda e spontaneaLa contraddizione tra chi mostra e chi dissimula è sempre più forte e diventa sempre più difficile distinguere cosa è realtà e cosa non lo è. La finzione si mescola con la verità andando a creare un nuovo mondo articolato e spesso irrealistico

Questo fenomeno può portare anche alla creazione di sconfinate e tavolta irreali rappresentazioni di sé che ogni individuo può manipolare attraverso dinamiche plastiche e in divenire. Questo studio ha portato a definire un concept che ripercorre le modalità di manifestazione o di dissimulazione della propria identità sulle piattaforme social.

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